lunedì 18 aprile 2011

Comunque sei

Sei nell'attimo che scorre tra gli sguardi,
istante unico del tuo essere speciale,
qui e al di sopra di ciò che vedo da vicino,
quel lontano da dove si percepisce il tutto.


Sei il secondo di silenzio tra il pulsare del tuo cuore,
battito di un'anima, vita nelle storie del tuo mondo.
Sei dovunque ti conduca il tuo pensiero,
immagini e ricordi di un tempo mai passato.

Resto qui, un passo indietro ad osservare,
semplice rispetto del tuo essere vitale,
misura di un ritrovarsi a volte,
quando l'esserci mai non passa oltre.


Sei sempre tu anche quando nel silenzio chiedi,
e sempre nel silenzio quel che cerchi ottieni.
Sei nei passi che si sentono di notte tutto intorno,
sei alba, sei stagione, sei tempo di ritrovo.

domenica 27 marzo 2011

La vita scorre di lato

Ci deve essere una sorta di magia in giro, nascosta, una speciale alchimia, che rende l'incontro tra due persone una cosa unica. Naturalmente tutto è un po' unico nella sua essenza, ma a volte c'è qualcosa di più, che va oltre l'apparenza e la razionalità, che sfugge al nostro desiderio di comprensione, di definizione. Vi siete mai chiesti perché l'uomo ha questa innata tendenza a voler dare un nome a tutto? a voler sempre definire le cose che vede all'interno di schemi? un profondo desiderio di conoscenza? Può essere una spiegazione plausibile, ma dietro a tutto, in fondo in fondo, è la paura dell'ignoto che ci spinge a fare questo. Desiderio di dare forma e nome a tutto.

Ecco che allora quando qualcosa sfugge alle definizioni i risultati sono imprevedibili e dipendono da come le persone si pongono di fronte a questo. In questa situazione "critica" la razionalità parte già sconfitta e di conseguenza risulta sconfitto chi confida solo in essa, perché l'essenza del "dare un nome", del "definire" le cose è figlia del pensiero razionale e cosciente dell'individuo, ma in alcune situazioni non c'è razionalità che tenga. Oltre al capire, al definire, all'incasellare entro limiti precisi c'è invece il "sentire", quella percezione inspiegabile che ci accompagna dall'alba dei tempi, quella che permetteva ai nostri antenati di sopravvivere anche quando nulla poteva far presagire qualche pericolo.

Qui non c'è mente che possa spiegare, ci sono solo cuori che "sentono", che sentono attraverso un processo altrettanto inspiegabile quanto il "sentito". In una parola emozioni, che non andrebbero sottovalutate o sminuite, perché in esse si nasconde quella parte straordinaria, non razionale, che completa ogni essere umano, figlio della ragione e di quella scintilla di un "non so che" che lo rende unico e irripetibile. La conoscenza, intesa come acquisizione di informazioni e nozioni è alla portata di tutti: da questo punto di vista potremmo essere tutti uguali o ugualmente identificabili. Quello che ci rende diversi è come tutto questo viene vissuto e filtrato, come viene trasformato in sentimenti e da qui trasmesso a chi ci sta vicino: qui sta l'unicità, qui nasce la "magia" delle intese, l'alchimia di combinazioni uniche di sentimenti.

Così si può stare affacciati alla finestra e semplicemente osservare l'esterno, oppure accorgersi del rumore dei piatti che vengono lavati in una casa vicina, ragazzini che ridono e giocano, una risata che si alza improvvisa dalla strada, un bimbo che piange. E non intendo il semplice sentire, ma l'accorgersi che qualcosa intorno a noi sta succedendo, l'attenzione a piccole e grandi cose che ci circondano, perché a volte è proprio da queste piccole grandi cose che possiamo perdere o meno la possibilità di fare delle esperienze uniche e irripetibili, dare un compimento, un senso che non sia solo ragionamento a tutto quello che di noi è stato, che abbiamo vissuto e cerchiamo in questa vita che ci scorre di lato.

martedì 15 marzo 2011

Mentre canti la passione

Ti vedo mentre canti la passione
di quello che tu solo puoi sentire,
comprendo anche il tuo lento divenire,
il sentirti ogni giorno un po' più vera.

E quando scende lieve il manto della sera,
sui pensieri che di giorno hanno giocato
a nascondersi come i bimbi nel cortile,
ritrovi uno alla volta tutti i volti,

tutti i cuori di chi sa esserti vicina
in ogni tuo momento, anche se triste,
e ti accompagna col silenzio del pensiero
o con quel poco dire che sempre è il più sincero.

In quel tuo angolo di mondo oltre il cielo
oltre il mio orizzonte illuminato,
ti immagino mentre canti la passione,
di quello che solo con il cuore tu hai sentito.

venerdì 4 marzo 2011

Il senso di tutto ciò che è stato


Osservo un'immagine distorta 
di quello che dovrebbe essere chiaro
la osservo attraverso gli occhi stanchi
di chi ha messo un po' da parte il sentimento.


E tutto questo accade in un momento
così fragile e pieno di domande,
così assurdo nel suo essere normale
che il mio pensiero scivola nel niente.


Eppure c'è, di questo son sicuro,
c'è un piccolo silenzio ma importante,
quel detto ma non detto che si sente
solo quando arrivi in fondo al cuore.


E' lì che fai chiarezza, in quell'istante
che ti lascia solo ad ascoltare,
e il senso di tutto ciò che è stato
fa sorridere i tuoi giorni nuovamente.

lunedì 7 febbraio 2011

Essere sale



Non so quanti di voi siano credenti, ma ci sono molti messaggi del Vangelo che al di là dell'aspetto spirituale, sono sicuramente adattabili alla realtà quotidiana e alla vita di ognuno. Oggi una lettura della messa proponeva l'espressione "voi siete sale della terra", una di quelle frasi che può essere letta a vari livelli ma che di fondo ha un messaggio molto semplice: essere come il sale per dare sapore a quello che ci circonda. Ci stavo pensando oggi, stavo pensando a quante volte immaginiamo di fare qualcosa di eclatante, che possa lasciare un segno importante, magari senza però mai riuscirci veramente e quante volte invece piccole azioni, semplici, diventano invece qualcosa di molto importante per qualcuno, perché gli fanno ritrovare un po' di sapore nelle cose che fa.

Immagino futuri sereni e radiosi per i miei figli, chi non li vorrebbe, ma poi alla fine una carezza fatta al momento giusto è quello che basta per ridare un po' di fiducia, per fare sentire una vicinanza che dia a loro forza. E sono sicuro che questo accade in molti altri luoghi del nostro sociale, nel lavoro, con gli amici. Una parola a volte, un sorriso, una pacca sulla spalla e chi ci sta di fronte riacquista un po' di se, del sapore della giornata.

Difficile essere sale da soli: il sale da solo non è un gran ché da mangiare, sempre che non siate delle capre ovviamente. Il sale serve solo nella giusta dose, se è troppo poco non rende, se è troppo dà fastidio: solo nella giusta misura riesce a dare sapore, non a sé stesso ma quello che lo circonda. Un buon sugo, un buon condimento, un buon arrosto, la pasta fatta come si deve: metteteci gli ingredienti più fantasiosi e accattivanti ma se sbagliate la misura del sale tutto finisce nella piattezza dell'insipido o nel pungente contrasto dell'eccessivo salato. Così piccolo e così povero come il sale, ma così importante è il suo apporto nel quotidiano. Siamo sale e non lo sappiamo, o non ci pensiamo spesso; sale delle vite altrui, quello che rende più piacevole la vita a qualcuno che ci sta vicino; è lo stesso discorso che si potrebbe fare sul fatto di non potersi aiutare da soli e non tiratemi fuori la domanda sul detto "aiutati che il ciel ti aiuta"... quanti di voi riescono ad aiutarsi sempre da soli? E non mi riferisco solo a momenti importanti o drammatici della vita: il detto si riferisce solo al renderci disponibili a voler andare avanti, ma il sapore, il buon sapore di quello che facciamo ci viene solo se attorno a noi c'è qualcuno, in modo reciproco ovviamente.

Filosofia spicciola del sale. Quanto sapore può dare un piccolo granello di sale? Quanto sapore può dare un piccolo granello di noi? Non togliamoci i grandi obbiettivi, ma credo che la loro realizzazione inizi dalle piccole cose, quelle per le quali di solito abbiamo poca attenzione. Allora domani la carezza che farò ai miei figli svegliandoli sarà molto più attenta, perché possa dare più sapore alla loro giornata. Il saluto al collega di lavoro sarà più cordiale, perché forse domani ne avrà più bisogno, anche se non lo posso immaginare.

lunedì 27 dicembre 2010

Quasi notte, quasi giorno


La quasi notte, il quasi giorno
quasi quasi mi guardo intorno
quasi ti vedo quando tu passi
quando i tuoi passi
fanno un po' di rumore.
Come il pensiero
che non ha una sola casa,
come il sentimento
che non ha un solo cuore,
come il vento
che non ha un solo cielo,
anche se non ci sei 
in questo momento,
sei qui,
e io ti sento,
sei respiro del mio tempo,
dentro i miei pensieri,
che attraversi anche il mio cuore,
sei il mio grande cielo.

sabato 18 dicembre 2010

Libera

Amori nell'ombra, Amori nascosti, Amori silenziosi, Amori senza nome...

Guancia contro guancia
nel profumo di una calda estate,
mano nella mano
ad ascoltare i suoni delle fresche notti,
sguardi dentro sguardi
che scendono nell'anima e nei cuori.
E i miei pensieri sopra,
e tu sopra a tutti i pensieri miei.
sopra a tutti gli sguardi che nel mondo
vedono solo quello che non sei.


Un abbraccio è quello che vorrei
come un grido silenzioso,
che illumina i momenti in cui ci sei
nei quali tu sei qui accanto a me
e che lascia come un senso di calore
lì sospeso, ad aspettare, quando te ne vai.
Quando un po' di tutto quello che io sono
se ne viene via con te e ti accompagna
perché quello che desidero di più
è sentirmi libera con te.