lunedì 27 dicembre 2010

Quasi notte, quasi giorno


La quasi notte, il quasi giorno
quasi quasi mi guardo intorno
quasi ti vedo quando tu passi
quando i tuoi passi
fanno un po' di rumore.
Come il pensiero
che non ha una sola casa,
come il sentimento
che non ha un solo cuore,
come il vento
che non ha un solo cielo,
anche se non ci sei 
in questo momento,
sei qui,
e io ti sento,
sei respiro del mio tempo,
dentro i miei pensieri,
che attraversi anche il mio cuore,
sei il mio grande cielo.

sabato 18 dicembre 2010

Libera

Amori nell'ombra, Amori nascosti, Amori silenziosi, Amori senza nome...

Guancia contro guancia
nel profumo di una calda estate,
mano nella mano
ad ascoltare i suoni delle fresche notti,
sguardi dentro sguardi
che scendono nell'anima e nei cuori.
E i miei pensieri sopra,
e tu sopra a tutti i pensieri miei.
sopra a tutti gli sguardi che nel mondo
vedono solo quello che non sei.


Un abbraccio è quello che vorrei
come un grido silenzioso,
che illumina i momenti in cui ci sei
nei quali tu sei qui accanto a me
e che lascia come un senso di calore
lì sospeso, ad aspettare, quando te ne vai.
Quando un po' di tutto quello che io sono
se ne viene via con te e ti accompagna
perché quello che desidero di più
è sentirmi libera con te.

sabato 4 dicembre 2010

Freddo - reprise

Il freddo è tornato.
Sta iniziando un nuovo inverno, che però sarà più caldo del precedente, su questo posso esserne certo. Piove, in molti aspettano la neve, ma personalmente ne farei volentieri a meno, almeno qui in città. Sono qui con il mio fido portatile, per consegnare a questo finale d'anno gli ultimi pensieri, le ultime emozioni, intese nel senso temporale del termine: qui le emozioni ed i pensieri stanno ancora all'inizio, ben lungi dall'essere punto di conclusione. L'unica cosa che si conclude è un anno strano ma bello, intenso, importante: dodici mesi fa non avrei scommesso un soldo bucato su quest'anno. Oggi guardo i dodici mesi passati e vedo luce, sorrisi, cuori, anime, persone, ognuna speciale a modo suo.

C'è tanto da imparare tra le parole e gli sguardi, non solo il senso diretto di quello che percepiamo; ci sono gli “spazi tra le righe” che raccontano molto se non di più. Abbiamo affinato fenomenali doti di comunicazione dai tempi dei primi grugniti degli uomini primitivi. Oggi abbiamo anche i social network, versione moderna dei segnali di fumo che si vedono da lontano. Comunichiamo spesso con le dita, ma questo non toglie il piacere di vedersi, anzi, per quanto mi riguarda aumenta il desiderio di condividere la presenza con questi innumerevoli amici di tastiera e quando è possibile si fa.

Il freddo sta tornando ma è solo meteorologia invernale. Oggi sto respirando aria di primavera inoltrata, quel tepore che comincia a   parlare di estate. Parlo con i miei figli e mi perdo nei loro occhi, nei loro giovani pensieri pieni dell'entusiasmo e della sfrontatezza della loro età. Stanno crescendo. Ieri li tenevo ancora in braccio, oggi parliamo di passioni, emozioni, timori. Oggi ci sono abbracci che danno e cercano affetto volontariamente. Oggi ci sono dei “perché” che chiedono risposte  non vaghe. Piccoli che diventano grandi, una delle tante meraviglie che ci circondano, altro da te che però riflettono una parte della tua anima.

E dove sono andati i passanti imbacuccati e le macchine rumorose? Vedo persone che al di là del loro abbigliamento hanno qualcosa da raccontare, anche solo da come  si muovono tra le vite degli altri passanti. Le macchine no, quelle ci sono e sono sempre rumorose, quel rumore che spesso confonde i sensi, quel disturbo che ormai siamo abituati un po' ad isolare ma è sempre presente, come il fischio nelle orecchie.

Non sento più il freddo.
E non è solo questione di essere caloroso di natura. Il freddo dell'inverno quello più meno si fa sentire, è il freddo dei pensieri abbandonati a se stessi quello che non sento più, quei pensieri che non trovano una strada per arrivare agli altri. E' il freddo delle parole non dette, delle cose non fatte. Tutto ciò che poi ti fa pentire di non averlo realizzato. Non nego che a volte ci vuole ancora un maglione un po' più pesante, ma sono momenti circoscritti nel tempo, il tempo necessario per trovare un sorriso o una parola e scaldarsi di nuovo.

Sorridere...

C'è una cosa che mi fa star bene in questi giorni, il fatto di scoprirmi spesso a sorridere. A volte non me ne accorgo subito; solo dopo un po' vengo preso da quella sensazione di avere una espressione un po' ebete stampata in faccia. Allora mi guardo intorno con molta indifferenza, osservando le facce dei colleghi di lavoro intorno a me per cercare di capire se per caso hanno notato qualcosa.
Pensieri diversi. Piccole cose accadute nei giorni precedenti. A volte basta un sms dalle persone giuste, quelle che anche se ti scrivono solo “ciao” in realtà ti stanno dicendo molto di più.

Motivi per sorridere? Alcuni, magari non tantissimi ma essenziali. Il lavoro comincia a muoversi un po' e con esso anche una maggiore consapevolezza che le cose nuove non sono poi così difficili da affrontare come pensavo. Ci sono diverse  persone che si rivolgono a me facendo affidamento alla mia professionalità e, anche se può sembrare strana come considerazione, vi assicuro che questo mi coglie sempre di sorpresa. E dentro sorrido. Perché innegabilmente la cosa mi fa anche piacere e perché a volte devo “barare” un po' per dare delle risposte “professionali” alle domande che mi vengono fatte:  professionale sì, forse, ma mica so tutto. Qualcuno una volta ha detto: «La nostra ignoranza è piena di lacune», credo fosse Einstein, è molto nel suo stile. In ogni caso è una frase che condivido molto, l'ho tenuta sempre ben presente, in moltissime situazioni... la tenessero presente alcune altre persone non sarebbe male.

Poi sorrido perché ci sono delle persone vicine a me che mi fanno stare bene. Alcune anche senza saperlo, altre lo sanno e non perdo occasione per ribadirlo. Queste sono le persone che mi fanno sorridere dentro, quelle che scaldano il cuore. Un pensiero, una parola e sto bene, perché ci sono.
E' grande questa cosa, per me. Io che non ho mai fatto grandi esperienze di amicizia, tranne un periodo negli anni precedenti al matrimonio, ma sono amicizie che si sono raffreddate molto con il tempo. Queste nuove amicizie devo dire che sono nate praticamente per caso, ma hanno un sapore diverso: non c'è il troppo salato dovuto a “condizioni” più o meno imposte, né il troppo dolce dell'opportunismo. Si respira aria pulita, si respira gente semplice e molto interessante.

Ci sono i miei bambini, ragazzi ormai. Loro tre alle prese con le loro età, con il loro ritagliarsi uno spazio, anche con le unghie e i denti se serve e non sempre in senso figurato. Anche loro mi fanno sorridere, mi fanno ricordare quelle cose che allora anche a me sembravano vitali. Adesso che le guardo da una prospettiva molto diversa vengono ridimensionate, non sminuite però. Erano e sono le priorità di quell'età, poi anche loro le rivedranno con occhi diversi. Spero che quel giorno possano sorridere anche loro.

«Libero come il vento. Alto come un albero. Profondo come il mare. Vasto come la mente.»

C'è un sentore di questo in questi giorni, un “tendere a...”, ancora incompleto, ma in movimento. Era da molto tempo che non osservavo con prospettiva, ero abbastanza limitato ad un futuro molto prossimo. Adesso c'è luce che filtra tra il dondolio dei giorni, luce di sorrisi, luce di pensieri e desideri e, perché no, di speranze.

E sorrido anche perché le due persone che mi hanno fatto tornare il sorriso stanno per prendere il treno.

domenica 21 novembre 2010

Ci sono momenti...


Ci sono eventi nella vita che ti fanno fare due passi nell'ignoto, verso qualcosa che non conosci, ma non puoi farci nulla. Ci sono passi che iniziano in modo incerto e malgrado tutto non puoi smettere di farli. Ci sono cose che non puoi scoprire altrimenti, se non facendo un passo più in là del solito... e quando ti trovi lì dove non avresti mai pensato di essere ti volti e ti accorgi che puoi solo andare avanti, perché quello che c'è lì, ignoto e misterioso prima, inizia a mostrare tutto il suo fascino, tutta la sua bellezza, che puoi capire e vivere solo con il cuore.

Ci sono momenti nella vita nei quali si vorrebbe essere padroni della propria strada e delle proprie scelte, ma ci sono anche momenti nei quali tutto questo non è possibile se si è da soli. Potremmo avere vicino tante persone, ma non tutte saranno lì per noi, per darci una mano a fare determinate scelte. Chi parla molto ci stordisce con le parole per distrarci dalle cose importanti. Coloro che stanno in silenzio e sono capaci di guardarci dentro sono quelli che più di tutti possono aiutarci a trovare noi stessi.

C'è un bisogno assurdo di vicinanza, di amicizia, in questi giorni, ovunque. Lo leggo nei discorsi nel web. Sarà l'inverno che si avvicina, desiderio di calore. Io ho la fortuna, in questo momento di avere vicine, più o meno vicine, persone meravigliose, o "meravijose", come direbbe qualcuno e nel frattempo, tra un tasto e l'altro, tra una risata e l'altra che originano a migliaia di chilometri di distanza, continuo a domandarmi cosa sto cercando o chi. Non è ancora tutto chiaro, ci sono diverse zone scure, ci sono domande, dubbi. Non sarà mai tutto chiaro, questo lo so. Ci sono stati però dei segnali, bengala lanciati nell'oscurità. Ci sono delle zone che adesso appaiono più chiare. E' come un gioco di chiaroscuri, come foto in bianco e nero, dove il fascino del soggetto è messo in risalto dalla netta differenza tra quello che si vede e quello che non si vede. Sono le luci e le ombre che creano il mistero, che ti spingono a cercare qualcosa di te e te lo fanno scoprire nell'altro, quello che ti sta vicino anche quando non c'è, colui che sta cercando di scoprire le tue stesse cose.

Ci sono le grandi grida di chi finalmente riesce a venire fuori dal proprio isolamento, dalle proprie ombre. Ma ci sono anche piccole parole, a volte solo sussurrate, piccoli ringraziamenti di chi è riuscito a mettere anche solo un po' di ordine nelle proprie cose, che ha ritrovato magari una passione perduta o assopita, quel po' di serenità che gli mancava. E sono tante queste voci. Ne ho raccolte un po' strada facendo, ne ho aiutata qualcuna. Voci nascoste all'inizio, ma a molte ho potuto dare un volto, un suono. Voci che nascondevano persone che nella loro semplicità erano speciali, ma che gli eventi avevano reso inutilmente complicate.

Si sta avvicinando la fine dell'anno, un anno che normalmente sarebbe stato da cancellare dal calendario, ma che qualcosa lo ha reso invece speciale. Piccole e grandi cose che in questi mesi si sono rincorse, sovrapposte, come se qualcuno stesse facendo un puzzle continuando a mischiare i pezzi, e che hanno un po' alla volta trovato il loro posto: nelle parole, nelle immagini, nei cuori. Molte tessere devo ancora andare a posto, ma si comincia ad intravvedere il disegno finale. C'è il tempo di mezzo. Quello che deve ancora venire e quello che è passato. E non riesco mai a capire se è il tempo che scorre alle mie spalle o sono io che andando avanti lo lascio indietro. La sensazione però è quella del salmone che risale la corrente, con fatica, ma in questo caso non è per arrivare ad una conclusione; è per trovare un nuovo punto di inizio.

Sono trascorsi dieci mesi dal giorno in cui mi hanno portato via il cuore per ridarmene uno più grande e morbido. Mesi fatti di tanti piccoli momenti, gustati con delicatezza. Momenti che non torneranno, lo so, ma che non si dimenticano.

Momenti unici, attimi infiniti.

martedì 16 novembre 2010

Un abbraccio intorno al cuore


Ci sono cose che vengono e cose che vanno. C'è un grande movimento, come un trasloco senza scatoloni pronti. I giorni si accavallano così come i volti, visti e non visti, di chi incontro, di chi sento, di chi mi manca. Ci sono saluti, a volte strette di mano, a volte casti baci, a volte abbracci che scaldano il cuore. Ci sono persone che vorrei travolgere di gioia, ci sono gioie che vorrei condividere con alcune persone, c'è una persona che vorrei tenere in braccio, cullare e coccolare, con la tenerezza più grande del mondo.

Ho visto una foto, uno di quegli scatti di Anna che prende l'anima di chi inquadra e te la mette nel cuore. Ho scritto una poesia guardando quella foto, una sorta di commento alla bravura di Anna, un riassunto della bellezza di Veronica, con il suo viso di bimba curiosa, il suo cuore pieno di passione, il suo sguardo aperto sulle meraviglie del mondo.

Ho incontrato Veronica per darle la poesia, per ringraziarla in qualche modo per la sua parte in questi mesi passati, indipendentemente da come stanno le cose adesso. Ho parlato con lei, dovevo farle capire chi sono e lei mi ha sorriso, dal di dentro, e mi ha abbracciato, con quel suo abbraccio avvolgente che a volte ti travolge, ma che sa essere anche delicato, passionale: un abbraccio intorno al cuore. Il suo "sono molto contenta di conoscerti, grazie di tutto" è ancora lì che produce una dolce eco nei miei ricordi.

Ci sono sogni che si continuano a sognare ma ce ne sono altri che li vedi manifestarsi sotto i tuoi occhi e se gli occhi non sono pronti, se il cuore non è pronto, rischiano di perdersi.

Ho dato volti a foto e avatar, persone squisite nella loro semplicità di cuore e nella loro profondità di pensiero. Amici e amiche, senza restrizioni, senza condizioni. Amici a cui parlare, amici da incontrare, quando è possibile, la non vicinanza si fa sentire, ma quando ci si incontra tutti i luoghi convergono in un solo punto.

Sto guardando la mia mano sinistra che si popola di anelli, tutti con un significato, un altro omaggio come la poesia, più silenzioso ma non meno evidente. Una provocazione? Forse... Un voler essere un po' fuori dagli schemi? Sì. Questi ultimi dieci mesi sono stati pieni di abbracci, virtuali e non, miei e non, sono stati dieci mesi fuori dagli schemi, pieni di provocazioni, di quelle che ti smuovono dentro. Però questi abbracci, il calore, le emozioni, i sentimenti, è tutto qui con me. Un'amica ieri sera chiedeva se tra qualche anno ci ricorderemo ancora di tutto questo, io le ho risposto che più che altro cercherò di non dimenticare, ma di questo sono sicuro.

Ci sono alcune cose nella vita che non si dimenticano, non è possibile, come gli abbracci intorno al cuore.

martedì 9 novembre 2010

Tu


Tu,
nello spazio di un istante,
dove senti ogni battito leggero
del cuore tuo che batte dentro e fuori
e scandisce ogni più piccolo pensiero.

Tu,
che nei tuoi occhi fai passare il mondo,
e il mondo passa e passa ma non vede
che in fondo alla tua anima c'è un mondo
che è ancor più grande e che tutto vede.

Tu,
con lo sguardo che osserva meraviglie,
cose che a volte non sai spiegare,
con lo stupore di una bimba
che altro non desidera se non capire.

Tu,
travolta dal più grande sentimento,
da domande che si intrecciano nel tempo,
che hai saputo guardare l'infinito
dentro ad occhi che dei tuoi son l'altra parte.