mercoledì 29 agosto 2012

Quale differenza...

Che differenza c'è tra amare e farsi male?
Nessuna a volte.
perché a volte amare fa male,
perché a volte stare male fa amare di più,
chi o cosa lo decide il tempo, lo decide il cuore.
E’ l’equilibrio che protegge il cuore
quello che a volte ci fa distogliere lo sguardo,
quello che poi ci fa pentire di non aver visto,
perché a volte anche il dolore serve
e ogni sofferenza dà spazio ad altro bene,
ogni cicatrice diventa un piccolo traguardo.
A volte il dolore fa paura e ci fa cambiare strada
A volte è la strada che ci fa paura
ed è con dolore che la cambiamo.
A volte una piccola gioia lenisce mille dolori
A volte la paura di mille dolori ci nasconde la gioia
A volte...
Che differenza c'è tra amare e farsi male?
Tanta... poca...
qualunque sia la differenza, dipende solo da noi.

giovedì 19 luglio 2012

Scelte

Facciamo scelte tutti i giorni. Dalla mattina quando ci svegliamo per scegliere magari i vestiti o la colazione, al lavoro, quando facciamo la spesa, quando dobbiamo dire o fare qualcosa. E ognuna di queste scelte definisce il nostro futuro prossimo venturo. Penso che più di qualche volta ci siamo trovati a pensare cosa sarebbe successo se non avessimo fatto o detto qualcosa. Stiamo percorrendo la struttura ad albero del nostro tempo e le scelte ci fanno spostare da una ramificazione all'altra, purtroppo a senso unico: come il tempo "scorriamo" sempre in una direzione. Tante possibilità ma alla fine percorriamo un'unica strada e non sempre il futuro delle nostre scelte è così certo, per questo bisogna diventare bravi a valutare le possibilità e fare le scelte migliori: il passato ci aiuta, l'esperienza ci aiuta, le scelte fatte in precedenza ci guidano a rifare certe azioni o ad evitarle accuratamente, quasi delle seconde possibilità.

A volte le scelte sono obbligate e qui l'esperienza precedente non ci aiuta proprio, al massimo ci prepara. A volte le scelte sono solo rimandate, perché in certi momenti non sono "praticabili", sospese in in una lista di priorità immaginaria in attesa del momento giusto, anche questo da cogliere al volo.

Per Simona è arrivato il momento giusto.
Ha atteso. Ha sofferto. Ha avuto la forza di aspettare, forse un po' di forza l'ha avuta anche da chi le è stato vicino in certi momenti, molto o poco, quello che è servito. Ha maturato e sta maturando delle decisioni che porteranno cambiamenti, per lei e per molte altre persone. Ha trovato una via verso un nuovo equilibrio nel mutare degli eventi. E le sue scelte cambieranno quelle di altri, cause ed effetti che si propagheranno nei tempi di altre persone: "butterfly effect" lo definirebbe chi studia la teoria del caos. Per noi che invece abbiamo più affinità con teorie più quotidiane ricordo un concetto legato al tempo espresso dal giornalista Ryszard Kapuscinski nel suo libro "Ebano" che più o meno diceva così:

"Nella concezione europea, tra l’uomo e il tempo esiste un conflitto insolubile che si conclude inevitabilmente con la sconfitta dell’uomo. Per gli africani autoctoni, invece, Il tempo è addirittura qualcosa che l’uomo può creare: infatti l’esistenza del tempo si manifesta attraverso gli eventi, e che un evento abbia luogo oppure no dipende dall’uomo."


Simona creerà sicuramente cose belle, per sé e per chi incontrerà. Con la sua discreta semplicità e la sua decisa consapevolezza che da qui in avanti la aiuterà ad essere sempre di più sé stessa.



"E' stato il tempo a darmi tutto il tempo
per vedere le cose che nel tempo vanno,
e io di questo tempo ho fatto giusta causa,
donando e ricevendo senza inganno."

mercoledì 27 giugno 2012

Kōzui de kawa (Fiume in piena)

Appari sola
come brezza notturna:
nuova estate.

Rapida ombra
tra il sole calante.
Luna crescente.

Umida pioggia
che bagna i pensieri:
fiume in piena.

mercoledì 20 giugno 2012

Trovarsi

Il 20 giugno è appena iniziato e anche se notte fa comunque caldo. Ogni tanto una leggera brezza un po' più fresca si fa strada attraverso la finestra aperta dove Teo, sdraiato sul davanzale a quattro piani dal suolo, sonnecchia senza farsi troppi problemi.
E' da un po che non scrivo, o meglio, è da un po' che non mi dedico a qualche nuovo "pensiero". Ho scritto delle poesie di recente anche se sono sempre più convinto che siano state loro a farsi scrivere, succede sempre così: inutile mettersi d'impegno per cercare di scrivere qualcosa perché quando qualcosa vuole farsi scrivere trova sempre il modo per fartelo fare. Quindi se questa sera sono qui, con la musica nelle cuffie, quella musica bella energica che uso quando scrivo (mi fanno compagnia gli Staind questa sera), vuol dire che c'è qualcosa che ha bisogno di trovare voce, parole, segni grafici che in qualche modo la esprimano.

Ogni tanto guardo su Facebook la bacheca sonnacchiosa dei Custodi, so che non sono tutti a letto, qualche notturno c'è sempre nei paraggi e anche qualche "diurno" probabilmente, che come me legge, dall'altra parte del mondo dove adesso è ancora giorno. I miei Custodi, non perché siano miei, né perché in qualche modo mi debbano proteggere, non è questo. "Miei" come senso di appartenenza: due anni insieme a questo gruppo di persone, tra alti e bassi, gente che va e gente che arriva, gente che piange, ride, si innamora, si lascia: persone. Amici. Alcuni speciali, più di altri, senza togliere niente a nessuno. Lontani a volte ma comunque vicini, vicinissimi quando serve.

Questa sera sembra che ci sia caldo ovunque, c'è un velo di ozio, come nei pomeriggi d'estate, estate che inizia ufficialmente domani, ma in quanto a temperatura si è già fatta sentire. E intanto aspetto notizie. Guardo l'icona di skype, aspetto di vederla illuminarsi, di sentire il "blip" in cuffia che avverte dell'arrivo di un messaggio: chat sempre aperta, non si sa mai. In questi giorni c'è una persona molto impegnata a fare ordine con se stessa e con le persone che la circondano, quell'ordine che a volte potrebbe anche costare in termini di amarezza, tristezza, ma inevitabilmente necessario. E da buon amico aspetto, perché sa che se dovesse servire ci sono, per qualunque cosa: questo è il patto silenzioso che non abbiamo mai dovuto stringere, semplicemente esiste perché la nostra amicizia è anche questo. E' il raccontarsi quando serve e lo stare in silenzio perché a volte serve anche questo. Eppure sia nelle nostre parole che nei nostri silenzi si compie quella magia unica e irripetibile dello scambio reciproco. Come uno spartito musicale fatto di note e pause, suonato dagli strumenti giusti, che a volte hanno bisogno di essere leggermente accordati, ma pronti a tornare subito sulla musica. Alchimia strana l'amicizia, magari la cerchi per tanto tempo e poi arriva quando meno te l'aspetti, da persone che non immagineresti mai e che si fondono istantaneamente con i tuoi pensieri mettendosi in sincronia quasi perfetta, con un costante aggiustamento reciproco che fa fluire la conoscenza in modo uniforme sempre nella stessa direzione.
Ho trovato una persona per la quale vale veramente la pena.

lunedì 4 giugno 2012

Pur nel tempo ormai andato

Pur nel tempo ormai andato
resta sospeso nei ricordi
quell'istante di infinito
di quell'oggi mai passato
di un domani che si vorrebbe
non fosse mai arrivato.

Molti sguardi son passati
dentro ad occhi che han veduto
passare le stagioni.
Molti pensieri hanno turbato
quel primo e semplice sentire
quel trovare altri occhi come i tuoi.

Mani tese nel silenzio,
senza dubbio alcuno stanno
ferme nel riconoscere il tuo cuore.
Cuori semplici che sanno
con rispettoso ardore
dare un senso a tutto ciò che è stato.

martedì 17 aprile 2012

Tanjun'na shikō (pensiero semplice)

Suono di te
che sorridi serena,
fragile canto.

Resta lontano
un gentile pensiero
stretto nel cuore.

Luce di occhi,
desideri ancora
ricordi per te.

martedì 3 aprile 2012

Quello che sarai

Nel tuo timido cercare la sostanza
di quello che si trova
tra il cuore e la ragione
raccogli, passo dopo passo,
quel che trovi di più vero
nella linea del tuo tempo
nel tuo essere stagione.

E bussi delicata alle porte dei pensieri
per sentire un punto di contatto
che leghi il tuo presente col passato,
che riporti fino ad oggi tutte quelle cose,
dalle grigie ombre del tuo ieri,
dal visto e non capito dei ricordi,
il senso più profondo dei perché.

Giorno dopo giorno,

nel tuo essere più nuova,
ritrovi un po' alla volta

quello che sarai.