martedì 13 ottobre 2015

Spazi vuoti

- E di lei che mi dici?
- Cosa vuoi che ti dica?
- Cos'ha di speciale?
- Potrei elencarti un sacco di qualità, ma la cosa più importante che mi ha fatto capire è l'importanza dei silenzi. Non siamo fatti solo di "pieni", di cose tangibili. Ognuno di noi ha degli spazi vuoti che non necessariamente devono essere riempiti. La cosa più bella che ho imparato da lei è stata l'accettare i suoi spazi vuoti, capire che le sue ombre servono per spiegare la sua luce e viceversa e non puoi pensare di cambiare questo equilibrio, solo capirlo. Solo allora accetti la persona per quella che è e non per quella che vorresti fosse.
- E quindi?
- La nostra Amicizia è più grande.

venerdì 4 settembre 2015

Lancio un sasso

Lancio un sasso.

Non ho soluzioni in tasca, pensieri molti però, da parecchi anni.
Pensavo alla criminalità: furti, rapine, sequestri, malavita diffusa, ecc... con lo scopo di avere cosa alla fine? Denaro.
Pensavo alle varie forme di ricerca scientifica: nobili e preziose ma... fanno fatica a progredire a causa della mancanza di denaro.
Pensavo a tutti quei paesi che avrebbero bisogno di aiuti: ma questo è reso molto difficile per la mancanza di fondi... di denaro.
Pensavo a migliaia di aziende che chiudono... per...? mancanza di denaro (e qualcuno si uccide pure dopo).
Pensavo alle famiglie senza lavoro che non possono tirare avanti, sfamare i figli... per colpa della mancanza di denaro.

A me sembra che questo denaro faccia più danni che altro... perché non lo eliminiamo?

Si continua a lavorare per produrre, perché non possiamo rimanere senza beni di sostentamento, ma non serve denaro per comprare qualcosa, si va in un negozio, che rimangono come centri di distribuzione, e si prende. Chi deve produrre va da chi vende materie prime e se le fa dare, chi produce le materie prime continua a produrle... e se ha bisogno di qualcosa va dove deve andare e la prende... probabilmente i proprietari delle cave di marmo che sfruttano manodopera sottopagata potrebbero avere la possibilità di avere macchinari e strutture che semplifichino il lavoro dei loro attuali "schiavi" e chi lavora sa che alla fine della giornata non dovrà limitarsi a comperare "solo" mezzo pollo per tutta la famiglia perché non ha abbastanza soldi.

Nessuna verrà più a rapinarti perché non ha denaro, o per impossessarsi di una cosa che lui non può avere.
Nessuno farà finta di fare qualcosa per gli altri, mentre invece pensa solo al proprio danaroso profitto.
La ricerca scientifica potrebbe fare passi da gigante perché non avrebbe limiti posti dalla mancanza di fondi.
Le persone che oggi muoiono di fame potranno avere accesso a beni primari e di qualunque genere senza problemi.

Se state pensando: "eh già così nessuno lavora più, tutti in vacanza"... no, perché sarà sempre necessario produrre beni... altrimenti moriamo tutti. E poi ditemi che voi sareste capaci di passare il resto della vostra vita senza fare nulla, solo divertimento?

Si lavorerebbe in modo diverso probabilmente, alcuni lavori sparirebbero, tipicamente tutti quelli che sono strettamente legati al denaro (banche e finanza), ma nessuno perderà il lavoro e dovrà preoccuparsi di come sopravvivere. Semplicemente cambierà settore. Probabilmente si avrà molto più tempo libero, ma il lavoro continuerà ad essere necessario.

E' un discorso lungo e articolato, con tante sfaccettature, questa è solo la punta dell'iceberg, ma sinceramente, dopo anni di riflessioni personali, io vedo un mondo senza denaro molto più sano e più bello di quello odierno.

Ho lanciato un sasso.

mercoledì 12 agosto 2015

Ogni giorno

(Per gli auguri di compleanno ad un'amica...)

E ogni giorno imparo,
quando guardo dentro al tempo,
che ogni attimo raccolto,
e ogni attimo lasciato dietro ai passi,
riempiono di senso il mio oggi
per dar vita al mio essere domani.

sabato 25 luglio 2015

Quel sorriso

Eppure io lo vedo
a volte anche lo aspetto,
celato dai pensieri,
che scrivono di grigio
dentro ad occhi chiari.

Mi chiedo cosa sia,
che esce all'improvviso,
e sento il desiderio
nell'osservarti ancora,
di non guardare a caso,

perché a volte manca poco,
a volte inaspettato
si fa strada nel dolore,
tuo sentire straordinario,
quel sorriso delicato.

venerdì 3 luglio 2015

Ogni istante immaginato

Lasciatemi discutere di quanto sono grandi
di quanto sono belli quei momenti
che arrivano senza che nessuno
li abbia veramente mai cercati.

Lasciatevi incantare da tutti quei sorrisi
che ogni giorno passano non visti,
o forse non voluti mai davvero
ma senza i quali vi sentite persi.

Lasciateci sperare che il brutto sia passato
che oggi sia solo il peggio di domani,
che intorno ci sia un tempo in divenire
che colori ogni istante immaginato.

martedì 30 giugno 2015

(Dis)Uguaglianze

Le notizie di queste ultime settimane si rincorrono e portano con loro impressioni, animi e animosità di varie correnti di pensiero. Osservo, valuto, ho le mie idee, ma cerco di guardare le cose nel modo più neutro, come quando a lavoro faccio i test del software che scrivo: faccio finta di non averlo scritto io e lo valuto con un occhio il più possibile critico, da osservare esterno.

Tralascio l'ennesimo attentato terroristico dell'Isis, lì c'è solo da condannare senza ulteriori osservazioni... sì un'osservazione c'è: condannerei anche se non fosse l'Isis, condannerei chi ha fatto un atto così vigliacco per l'atto indipendentemente dalla persona.

Una osservazione la voglio invece fare sulle due facce di una stessa medaglia, irrimediabilmente divise da uno spessore di materia solida ma porosa: da una parte l'apertura degli USA ai matrimoni tra coppie di qualunque sesso, dall'altra i vari movimenti che hanno aderito al Family Day e condannano la "Teoria Gender".

Onore al merito ad una nazione (non necessariamente perché sono gli USA) che ha dichiarato legale che tutti abbiano gli stessi diritti, mi dispiace che si debbano fare delle leggi per dichiarare legale quello che era già stato stabilito da altre leggi. Mi direte che nella Carta Costituzionale degli Stati Uniti non si menzionano i matrimoni gay, ma il principio fondamentale che tutti hanno gli stessi diritti, che sono uguali davanti alla legge, quello sì è ben definito: gli americani si sono fatti una bella guerra civile per abolire la schiavitù e sancire l'uguaglianza delle persone al di là della razza, della religione, ecc.. Se avete notato assonanze con il nostro "La legge è uguale per tutti", o con qualche passo della nostra Costituzione avete notato bene... ma da noi non è ancora vero del tutto.

A parte questo comunque un passo è stato fatto, un grosso passo direi, che mi auguro abbia molti seguiti, che possa essere l'inizio dell'abbandono della barbarie di tanti secoli, millenni di oscurità imposta a tante persone. Ecco allora che in questi giorni i media e i social network si sono colorati di mille arcobaleni e tutto questo colore è filtrato fino all'altro lato della medaglia e ha sollevato animi e animosità. Dall'altro lato ci sono i difensori della "famiglia tradizionale" e gli oppositori alla "Teoria Gender".

Devo dire che non sapevo che la "famiglia tradizionale" avesse bisogno di essere difesa, mi sono posto invece molto più spesso il problema di come difendere i figli dalle "famiglie tradizionali", non perché siano sbagliate, una famiglia non è mai sbagliata... se però è una famiglia, se c'è armonia e rispetto reciproco, dove il rispetto sta anche nel decidere di separarsi per evitare di farsi più danni dello stare insieme, mettendo in primo piano l'interesse dei più deboli, tipicamente i figli. In questo momento le "famiglie tradizionali" sono le uniche che esistono (almeno a termini di legge) e quindi in questo momento i figli, i nostri figli, sono maggiormente minacciati proprio da queste famiglie. Poi c'è la minaccia della "Teoria Gender" che è... è... chi è che sa cos'è? Allora la Teoria Gender in realtà è una invenzione: è come fare un minestrone mettendo insieme frutta e verdura e poi incolpare il "mercato" di averlo messo in vendita. I cosiddetti "studi di genere" esistono fin dagli anni '60-'70 e la loro finalità è quella di evitare che vi sia una associazione "obbligatoria", "imposta" tra sesso e ruolo sociale, una identità di genere in realtà più "sociale" che naturale. Per capirci: se sei donna devi stare a casa a cucinare e fare figli, se sei uomo devi avere un lavoro e uno status da "vero uomo", come quello che in una vecchissima pubblicità "non doveva chiedere mai"... e infatti l'uomo (maschio) ha imparato benissimo a prendersi quello che vuole calpestando spesso diritti (di altri) e doveri (suoi). Quello che invece viene ribadito da quella che moltissimi hanno malamente recepito solo come una aberrazione sessuale, è che se sei una bambina e ti piace di più giocare a pallone invece che giocare con le bambole, non sei meno bambina di altre e se sei un bambino e ti piace il balletto classico o sei molto sensibile, non sei meno bambino di altri (per traslato immaginate discorsi analoghi per ragazze/ragazzi e donne/uomini). Non c'è nessun obbiettivo o proposta di masturbazioni pubbliche nelle aule scolastiche. C'è invece l'obbiettivo di insegnare il rispetto dell'altro sesso, che passa, se vogliamo, anche per un corretto rapportarsi all'altro e quindi anche per una corretta educazione sessuale... che già si fa nelle scuole e che, dove serve, viene insegnata anche alle famiglie.

E torniamo a questa cosa della famiglia e di nuovo alle due facce della medaglia di prima. In questo momento ci sono delle famiglie "legali" e ci sono delle persone che vorrebbero poter costituire anche loro delle famiglie "legali".

Ci sono delle persone a cui vengono riconosciuti dei diritti per legge (lasciamo da parte la Chiesa, quello è un passo ulteriore, che ha altre regole) e delle persone alle quali la legge non riconosce gli stessi diritti.

Ci sono delle persone che scendono in piazza per chiedere di avere gli stessi diritti di altri (non di averne di più o di toglierli a chi li ha) e persone che scendono in piazza per fare in modo che altri non abbiano i loro stessi diritti, perché deve essere salvaguardata la loro idea di famiglia, che a loro modo di vedere è l'unica che può esistere.

A tutt'oggi non esiste un solo studio, un rapporto, una relazione scientifica che dica che un bambino/a di una coppia gay cresca meglio o peggio di un bambino/a di una coppia etero. Chi sostiene che i figli "devono" avere una madre o un padre cosa pensano di quei bambini cresciuti in una famiglia declinata magari tutta al maschile o al femminile a causa di abbandono o morte di uno dei genitori? (immaginate una famiglia fatta solo di nonna, mamma, sorelle, zie o analogamente solo di nonno, papà, fratelli, zii). Siccome almeno in Italia le adozioni a coppie gay ancora non esistono i modelli famigliari "strani" più probabili sono proprio questi. Andrebbero sottratti i figli a queste famiglie per evitare che crescano male? Non credo proprio.

Il bambino ha bisogno di due cose: ricevere amore e imparare a voler bene a chi si trova di fronte.

Vi state domandando: E se poi "di fronte" si trova una persona del suo stesso sesso?

Se gli avete insegnato le cose nel modo giusto, non dovreste avergli insegnato diversità ma differenti modi di essere uguali. Dovreste avergli insegnato ad amare la persona, non la sua natura biologica.

giovedì 28 maggio 2015

Come da vento sospinta

(ispirata da "La stagione del Vento" di Alessandra Lanzafame)

Resti sospesa
dentro a un respiro:
istanti di vita.

Passi leggera
nel tempo qui accanto,
come da vento sospinta.