Osservavo il mare.
Osservavo morbide e lente onde che raggiungevano la spiaggia quasi di nascosto e subito dopo si ritiravano lasciando dietro di loro una scia di piccoli sassolini a rotolare. Lente e morbide onde quella mattina, che senza fragore spingevano a riva qualcosa e qualcosa si portavano via, in uno scambio continuo.
Al centro della piccola baia una barca solitaria e sulla barca una persona intenta a controllare la linea delle boe che delimitavano la zona balneare; intanto sulla spiaggia un giovane ragazzo era indaffarato a ributtare in acqua grossi sassi raccolti qui e là, come se la loro presenza tra i piccoli ciottoli fosse inopportuna: nell'arco di qualche ora quei grossi sassi sarebbero ritornati, riportati dalle persone che avrebbero affollato la spiaggia, per tenere fermi asciugamani, ripari antivento e piccole tende. Altro lavoro per quel ragazzo la mattina successiva.
Ma le onde continuavano il loro va e vieni. E chi le ferma le onde? Lente e morbide ma inesorabili. Morbide e lente nel raschiare il fondo e la riva, nel riprendersi quello che era stato portato in precedenza, senza preoccupazione, senza rimorso.
Io intanto aspettavo. Il sole stava sorgendo alle nostre spalle, dietro gli alti pini marittimi che incorniciavano la spiaggia; aspettavo e osservavo tutto in silenzio, osservavo i sedici anni di mia figlia che con la sua macchina fotografica nuova cercava scorci, angolazioni e soggetti. Anche lei aspettava. Ogni tanto guardava il cielo e subito dopo il mare, poi scuoteva la testa insoddisfatta e ricominciava a fotografare le onde sulla battigia, ma ogni immagine non era, per i suoi sedici anni, mai quella giusta: scuoteva la testa e ricominciava a scattare.
Poi ad un certo punto, come se avesse ricevuto un messaggio da chissà dove, girò l'inquadratura verso il mare: camminava all'indietro, si abbassava, si rialzava e come un tiratore scelto prendeva la mira in apnea e scattava, una foto dietro l'altra. Arrivò alla panchina da dove la osservavo e mi mostrò una meraviglia di sfumature rosa e violette, prese dal mare e dal cielo, istanti rubati all'alba che stava diventando giorno. Scorreva all'indietro le foto scattate e apparvero le onde sulla battigia, la persona sulla barca che controllava le boe, la planata di un gabbiano, un cormorano che formava una singolare macchia scura sull'acqua chiara apparentemente immobile.
Era lì in quelle immagini tutto quello che avevo osservato, forse anche di più, istanti che i miei non più sedici anni non avevano colto; e le morbide, lente e inesorabili onde, per una volta, forse non la prima, erano state fermate.
martedì 25 ottobre 2016
martedì 20 settembre 2016
Nuovi lievi colori
"A mia figlia Elisa, giovane acuta osservatrice"
Niente ferma lo sguardo.
Nuovi colori. Niente rumori.
Solo lievi, ritrovati, suoni,
solo risvegli in questo silenzio,
silenzio dell'acqua che mai dorme
che nel silenzio raccoglie le onde.
E senza disturbare osservo,
misurando i miei pensieri,
i ricordi assopiti del mio ieri,
per far di tutto ciò memoria,
di tutto ciò che non sarà domani,
inimitabili, unici, presenti istanti.
Si riempie il mio cuore di sapori,
sento lo sguardo,
lo sguardo di occhi nuovi,
nuovi lievi colori.

Niente ferma lo sguardo.
Nuovi colori. Niente rumori.
Solo lievi, ritrovati, suoni,
solo risvegli in questo silenzio,
silenzio dell'acqua che mai dorme
che nel silenzio raccoglie le onde.
E senza disturbare osservo,
misurando i miei pensieri,
i ricordi assopiti del mio ieri,
per far di tutto ciò memoria,
di tutto ciò che non sarà domani,
inimitabili, unici, presenti istanti.
Si riempie il mio cuore di sapori,
sento lo sguardo,
lo sguardo di occhi nuovi,
nuovi lievi colori.
sabato 28 maggio 2016
Qualcosa ancora cerco
Qualcosa ancora manca,
quel momento, breve e intenso,
per sentire ancora e ancora
un sussulto nel respiro
quell'attimo di vita,
vibrazione sulla pelle
di una lacrima che scende.
Qualcosa ancora cerco,
qualcosa che non trovo
ma che sento qui vicina.
L'emozione dentro a un suono,
una nota dissonante
che risuona in ciò che è vuoto,
distanza armonica da te.
Qualcosa mi ritorna,
dal tuo semplice sorriso,
delicato invito ad essere con te
nei tuoi momenti bui,
nei tuoi solitari istanti
lunghi come il tempo,
lungo il tempo che vorrai.
quel momento, breve e intenso,
per sentire ancora e ancora
un sussulto nel respiro
quell'attimo di vita,
vibrazione sulla pelle
di una lacrima che scende.
Qualcosa ancora cerco,
qualcosa che non trovo
ma che sento qui vicina.
L'emozione dentro a un suono,
una nota dissonante
che risuona in ciò che è vuoto,
distanza armonica da te.
Qualcosa mi ritorna,
dal tuo semplice sorriso,
delicato invito ad essere con te
nei tuoi momenti bui,
nei tuoi solitari istanti
lunghi come il tempo,
lungo il tempo che vorrai.
giovedì 31 dicembre 2015
Come luce immenso
Semplice come luce
ma come luce immenso
il tuo osservare il mondo,
il tuo cogliere i momenti
che scivolano intorno:
istanti liquidi di tempo.
Occhi che non vedono.
Occhi che vogliono guardare,
guardare nel profondo.
Desiderio di osservare
attraverso solitarie ombre
di luoghi silenziosi.
Che sia ogni giorno questo
il tuo osservare il mondo,
sia lo sguardo di una donna,
bellezza di ciò che è semplice,
semplice come luce,
ma come luce immenso.
ma come luce immenso
il tuo osservare il mondo,
il tuo cogliere i momenti
che scivolano intorno:
istanti liquidi di tempo.
Occhi che non vedono.
Occhi che vogliono guardare,
guardare nel profondo.
Desiderio di osservare
attraverso solitarie ombre
di luoghi silenziosi.
Che sia ogni giorno questo
il tuo osservare il mondo,
sia lo sguardo di una donna,
bellezza di ciò che è semplice,
semplice come luce,
ma come luce immenso.
lunedì 7 dicembre 2015
Il terrorismo vince per manifesta incapacità dell'avversario
I'Isis vince... o un certo distorto fondamentalismo religioso se preferite... diciamo il terrorismo, così sgomberiamo il campo da equivoci.
L'Isis vince perché mentre il mondo, le nazioni, la Francia in primo piano, cercano di arginare le possibilità di ulteriori attentati, tutti vengono beffati da una sottile strategia di Ingegneria Sociale.
Per chi non ha familiarità con il termine "l'Ingegneria Sociale" è una sottile e raffinata disciplina di raggiro del prossimo che si basa sul concetto: "come ti faccio fare quello che voglio senza che tu te ne accorga". Anche i vecchi prestigiatori erano soliti dire: "attenti con gli occhi perché vi frego con le mani".
Il terrorismo vince perché ha portato la Francia dove voleva e probabilmente l'onda francese si espanderà anche ad altri paesi, non l'onda di terrorismo s'intende, ma l'onda generata da eventuali "estremismi" che verranno messi in atto da partiti politici di destra se il corso delle elezioni attualmente in essere in Francia continuerà su questa strada. Gli esponenti dei partiti di destra italiani (dal centro destra in poi) hanno già rilasciato dichiarazioni favorevoli alla vittoria della destra della Le Pen in Francia e come si sa i partiti di destra sono quelli nei quali le idee di varie forme di xenofobia, omofobia, x-ofobia hanno sempre fatto più presa.
Il terrorismo vince (dall'interno) perché sta portando le nazioni ad estremizzarsi per creare ancora più divisione invece che unione, facendo in modo che moltissime persone si sentano "minacciate" da queste divisioni e si avvicinino di più a chi promette loro "fratellanza": avremmo a disposizione l'arma "dell'unione" per fare fronte comune contro il terrorismo e invece la consegniamo a chi ci minaccia, in modo che crei unione dalla propria parte per poterci minacciare ancora di più.
A questo punto ho molti dubbi sulle funzioni e sul funzionamento delle varie "Intelligence" nazionali, perché di "intelligence" ne stanno dimostrando veramente poca se si fanno fregare così con uno degli strumenti più noti di "manipolazione" del prossimo...
...e sì che uno dei più grandi esponenti della pratica dell'Ingegneria Sociale, famosissimo hacker mondiale non solo per la sua bravura con i computer ma proprio per le tecniche di raggiro sulle persone, è americano, attualmente gestisce una propria compagnia di sicurezza informatica e ha scritto diversi libri che parlano di queste tecniche...
Qualcuno deve aver letto molto bene i sui libri, ma non in "occidente".
(Da Wikipedia)
Kevin David Mitnick detto "Condor" (Van Nuys, 6 agosto 1963) è un programmatore, phreaker, cracker, hacker e ingegnere sociale statunitense, che si è distinto per avere inventato la tecnica dell'IP spoofing e per le sue notevoli capacità di ingegnere sociale, avendo eseguito alcune tra le più ardite incursioni nei computer del governo degli Stati Uniti.
- L'arte dell'inganno (The art of deception, 2002), Feltrinelli, 2003, ISBN 9788807882463
- L'arte dell'intrusione (The Art of Intrusion - The Real Stories Behind the Exploits of Hackers, Intruders & Deceivers, 2005), Feltrinelli, maggio 2006, ISBN 9788807883606
L'Isis vince perché mentre il mondo, le nazioni, la Francia in primo piano, cercano di arginare le possibilità di ulteriori attentati, tutti vengono beffati da una sottile strategia di Ingegneria Sociale.
Per chi non ha familiarità con il termine "l'Ingegneria Sociale" è una sottile e raffinata disciplina di raggiro del prossimo che si basa sul concetto: "come ti faccio fare quello che voglio senza che tu te ne accorga". Anche i vecchi prestigiatori erano soliti dire: "attenti con gli occhi perché vi frego con le mani".
Il terrorismo vince perché ha portato la Francia dove voleva e probabilmente l'onda francese si espanderà anche ad altri paesi, non l'onda di terrorismo s'intende, ma l'onda generata da eventuali "estremismi" che verranno messi in atto da partiti politici di destra se il corso delle elezioni attualmente in essere in Francia continuerà su questa strada. Gli esponenti dei partiti di destra italiani (dal centro destra in poi) hanno già rilasciato dichiarazioni favorevoli alla vittoria della destra della Le Pen in Francia e come si sa i partiti di destra sono quelli nei quali le idee di varie forme di xenofobia, omofobia, x-ofobia hanno sempre fatto più presa.
Il terrorismo vince (dall'interno) perché sta portando le nazioni ad estremizzarsi per creare ancora più divisione invece che unione, facendo in modo che moltissime persone si sentano "minacciate" da queste divisioni e si avvicinino di più a chi promette loro "fratellanza": avremmo a disposizione l'arma "dell'unione" per fare fronte comune contro il terrorismo e invece la consegniamo a chi ci minaccia, in modo che crei unione dalla propria parte per poterci minacciare ancora di più.
A questo punto ho molti dubbi sulle funzioni e sul funzionamento delle varie "Intelligence" nazionali, perché di "intelligence" ne stanno dimostrando veramente poca se si fanno fregare così con uno degli strumenti più noti di "manipolazione" del prossimo...
...e sì che uno dei più grandi esponenti della pratica dell'Ingegneria Sociale, famosissimo hacker mondiale non solo per la sua bravura con i computer ma proprio per le tecniche di raggiro sulle persone, è americano, attualmente gestisce una propria compagnia di sicurezza informatica e ha scritto diversi libri che parlano di queste tecniche...
Qualcuno deve aver letto molto bene i sui libri, ma non in "occidente".
(Da Wikipedia)
Kevin David Mitnick detto "Condor" (Van Nuys, 6 agosto 1963) è un programmatore, phreaker, cracker, hacker e ingegnere sociale statunitense, che si è distinto per avere inventato la tecnica dell'IP spoofing e per le sue notevoli capacità di ingegnere sociale, avendo eseguito alcune tra le più ardite incursioni nei computer del governo degli Stati Uniti.
- L'arte dell'inganno (The art of deception, 2002), Feltrinelli, 2003, ISBN 9788807882463
- L'arte dell'intrusione (The Art of Intrusion - The Real Stories Behind the Exploits of Hackers, Intruders & Deceivers, 2005), Feltrinelli, maggio 2006, ISBN 9788807883606
martedì 10 novembre 2015
Generazione copia/incolla
Sta crescendo, purtroppo, la "Generazione copia/Incolla", quelli che usano i social network solo per riportare notizie altrui o catene di sant'Antonio senza nessuna cognizione di causa.
Ci estingueremo tutti e purtroppo senza fare nemmeno un bel botto luminoso: imploderemo nel nulla semantico con i buffer di memoria in overflow.
Ci estingueremo tutti e purtroppo senza fare nemmeno un bel botto luminoso: imploderemo nel nulla semantico con i buffer di memoria in overflow.
martedì 13 ottobre 2015
Spazi vuoti
- E di lei che mi dici?
- Cosa vuoi che ti dica?
- Cos'ha di speciale?
- Potrei elencarti un sacco di qualità, ma la cosa più importante che mi ha fatto capire è l'importanza dei silenzi. Non siamo fatti solo di "pieni", di cose tangibili. Ognuno di noi ha degli spazi vuoti che non necessariamente devono essere riempiti. La cosa più bella che ho imparato da lei è stata l'accettare i suoi spazi vuoti, capire che le sue ombre servono per spiegare la sua luce e viceversa e non puoi pensare di cambiare questo equilibrio, solo capirlo. Solo allora accetti la persona per quella che è e non per quella che vorresti fosse.
- E quindi?
- La nostra Amicizia è più grande.
- Cosa vuoi che ti dica?
- Cos'ha di speciale?
- Potrei elencarti un sacco di qualità, ma la cosa più importante che mi ha fatto capire è l'importanza dei silenzi. Non siamo fatti solo di "pieni", di cose tangibili. Ognuno di noi ha degli spazi vuoti che non necessariamente devono essere riempiti. La cosa più bella che ho imparato da lei è stata l'accettare i suoi spazi vuoti, capire che le sue ombre servono per spiegare la sua luce e viceversa e non puoi pensare di cambiare questo equilibrio, solo capirlo. Solo allora accetti la persona per quella che è e non per quella che vorresti fosse.
- E quindi?
- La nostra Amicizia è più grande.
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