domenica 31 ottobre 2010

Il momento di un silenzio



C'è il momento di un silenzio,
di un istante che è sospeso
tra il mio cuore e la ragione,
e che annulla questo tempo
questo tempo che si allunga non so dove.


C'è un momento senza passi,
perché a volte stare fermo
mi da un senso di certezza,
dove invece un movimento
mi potrebbe riportare troppo indietro.


C'è una strada lì davanti
che attende solo di essere percorsa
dai miei sogni in bilico sul tempo
e dai silenzi che mi porto dentro
che conducono il mio cuore altrove.

martedì 26 ottobre 2010

In un pensiero

A volte si ha il privilegio di conoscere persone speciali e una volta conosciute ti domandi dov'erano state fino a quel momento. La naturalezza e la semplicità con le quali ci si relaziona con loro annullano quella distanza che può esserci normalmente nei confronti di chi si conosce da poco, facendole sentire "vicine da sempre".
Elena è una di queste e in una sua serata "silenziosa e pensierosa", come l'ha definita lei, ascoltando il silenzio dei suoi pensieri ho trovato queste parole.


Inseguo in un pensiero
quell'attimo che sfugge
e che rincorro senza sosta,
che nasconde un po' di me.

E cerco di trovare nel silenzio
una parola che risuoni un po' più forte,
che mi guidi quando è buio, quando è notte
e dell'alba mi regali un po' di luce.

Un pensiero dopo l'altro
rimetto insieme gli angoli del cuore,
tra i ricordi e le speranze per domani
ritrovo ciò che avevo abbandonato.

E quando poi ritorno dentro al mondo
mi porto dietro un po' del mio silenzio
un angolo tranquillo in cui lasciare
un po' del tuo ricordo, ad aspettare.

lunedì 20 settembre 2010

Eppure sentire


Mancanza. Assenza.
Quando cominci a sentire un vuoto che pesa. Quando vorresti che i silenzi fossero riempiti con la sua voce.
Esco, per vari motivi, ma il desiderio è quello di tornare a casa, per vedere se è collegata, se è online. Leggere i suoi messaggi pensando a come pronuncerebbe quelle parole.
Sei geograficamente lontana, sei virtualmente vicina, al di là di una manciata di tasti, dietro una foto.

E' strana questa cosa, nuova più che altro, un nuovo modo di sentire la vicinanza di una persona. Ci sono eventi nella vita che mai penseresti potrebbero cambiarti così, ma la cosa più straordinaria è come questi eventi riescano ad unire le persone tra di loro e far diventare amiche persone che fino a ieri non si conoscevano e oggi si sentono come se fossero state unite da sempre. Non dico che l'evento aggregante passi in secondo piano, ma quello che si crea tra le persone ne eguaglia l'importanza.

E i sentimenti non sono da meno. Sono il legame. Dalla semplice amicizia all'amore, sì perché succede anche questo: è inevitabilmente naturale, naturalmente inevitabile e io non posso restare indifferente, relegare tutto in un angolo silenzioso del cuore e fare come se niente fosse. L'ho fatto in passato perdendo probabilmente delle occasioni importanti. C'è una sottile paura delle risposte che mi frena, quel "non so come potrà andare", che non mi fa partire. L'alternativa però è rimanere per sempre con il dubbio: un piccolo dolore è meglio di un eterno struggimento. E' una considerazione semplice, a volte è meno semplice metterla in pratica, ma non è più tempo di farsi troppe domande, più del necessario intendo. In certe questioni la ragione arriva solo fino ad un certo punto, è il cuore che pensa. Soprattutto è importante avere vicino delle persone che, apprezzandoti per quello che sei, possono fare molto per te anche solo con semplici parole.

C'è una distanza non geografica che ci separa cara amica, ma saperti amica, probabilmente un'amica un po' speciale, mi fa comunque sorridere il cuore. Ho parlato con te con sincerità, con il cuore in mano e sapere che tu mi hai ascoltato con altrettanta dolcezza e comprensione per me è stato comunque una cosa molto importante. Probabilmente non sarà mai come avrei sperato, ma...

Ho parlato con Daniela in questi giorni, amica per caso, ma la sento come se fosse una sorella. Ho parlato con lei di alcune cose, dei miei sentimenti, dei miei timori, le ho parlato di te, cara amica. Mi aveva espresso qualche dubbio, in modo molto sincero e aperto e molto sinceramente mi ha anche detto però: "sai Mick, io sono una inguaribile romantica..."


"Eppure sentire
Nei fiori tra l'asfalto
Nei cieli di cobalto - c'è

Eppure sentire
Nei sogni in fondo a un pianto
Nei giorni di silenzio - c'è

un senso di te"
[Eppure Sentire (un senso di te) - Elisa]

martedì 7 settembre 2010

Avrei

Avrei
due o tre cose da dire
nascoste in un angolo della mente.
Vorrei poterle dire
perché c'è troppo silenzio
qui nel mio presente,
ma non ci sei.

Avrei
un sentimento grande
nel profondo del mio cuore.
Vorrei che fosse giorno
per poter vedere il mondo
che si apre nei tuoi occhi,
ma non ci sei.

Avrei
bisogno di essere con te
perché senza non posso stare.
Vorrei poterti guaradre
come si guarda un'alba
con gli occhi della notte,
ma non ci sei.

Avrei
un angolo di cielo
dove portarti in volo.
Vorrei prenderti per mano
e portare in alto i tuoi pensieri
e ritrovare ancora il volto tuo,
là dove tu sei.

venerdì 20 agosto 2010

Luce

Sei tanto,
sei come il vento che ti soffia dentro
che spinge avanti un mondo di passione,
che accompagna con mano ferma chi ti trovi a fianco
a scoprir quel che non spiega la ragione.


C'è un cuore,
che batte dentro, al ritmo del tuo tempo,
che sente quel che il tempo lascia indietro,
e che coglie e che ricorda il primo istante,
il primo sguardo con il quale hai conosciuto.


C'è luce,
che filtra tra lo sguardo ed il sorriso,
che illumina ogni volto che hai vicino,
eterea consistenza di un qualcosa
che nasce dentro e non può restare chiuso.


E' tutto,
è ciò che ti travolge in un momento,
è gioia, è desiderio e anche dolore,
quello che tu doni e che non chiedi
è amore, quello vero, che crea amore.

giovedì 15 luglio 2010

Un Sentimento


E' grande ciò che sento,
immerso nel silenzio che bisbiglia in fondo all'anima
e chiede un po' di luce.
Immagino un pensiero,
un attimo felice che attende a braccia aperte,
e ti conquista sottovoce.


E tu sai quello che penso,
che sei qui nel cuore mio e qui ti tengo,
non sei gioia di un momento,
non sei effimero chiarore
che la notte poi ricopre del suo niente,
e dal buio viene spento.


Non può essere men che Amore,
non c'è altra spiegazione a questo sogno
che riempie ogni minuto,
che riscalda ogni mio giorno
e se anche sei lontana dal mio sguardo
nessun istante mai andrà perduto.

domenica 11 luglio 2010

Solo come amici

E' stato un po' strano parlarti attraverso la chat di skype, noi che bene o male continuiamo a sentirci ogni giorno, a volte anche più volte al giorno. Il fatto è che per me skype e simili sono associati al comunicare con persone geograficamente lontane, con gli amici che ho sparsi in giro per l'Italia. Parlare con te che abiti poco distante da qui è molto particolare, però mi dà modo di sentire le cose più da "amico".

Si parlava del più e del meno, di dubbi, delusioni, interrogativi che prima o poi vengono a tutti e che ci accomunano, più che altro però ti ho lasciata parlare, perché sentivo che in quel momento ne avevi bisogno. Avevi bisogno di qualcuno che fondamentalmente stesse ad ascoltare, non a sentire, ad ascoltare. Non so se da parte tua ci fosse un po' di perplessità, analoga a quella che provavo io, nel fare ciò, ma forse anche tu sapevi di averne bisogno e non ci hai fato molto caso. E' strano pensare a quanto non ci siamo detti in questi anni e a quanto invece ho raccontato di me ad amici e amiche attraverso i tasti del computer: in certi periodi passavo due o tre ore al giorno, per mesi, a raccontare a chi sentivo più vicino cose di me, anche ad aiutare spesso persone che, inaspettatamente per me, venivano a chiedermi aiuto. E' forse questo un mio limite, non sono bravo nei discorsi diretti, arrivo lento sui pensieri, ho bisogno di più tempo per pensare e per rispondere: la tastiera diventa un buon compromesso a volte.

Poi la cosa più strana è successa quando tra i vari discorsi è uscito questo breve dialogo:

- "che fai adesso?"
- "guardo un po' la tivù e aspetto che mi venga sonno. Poi vado a letto e aspetterò di addormentarmi."
- "...e tra un aspettare e l'altro, aspetti pure me che passo a prenderti e ci mangiamo un gelato?"

Non mi sarei mai aspettato di farti un invito del genere. Mi sono colto di sorpresa da solo; mi sono improvvisamente visto nella parte di quello che in qualche modo ci stava "provando". Sorridevo dentro di me, pensando di aver detto una mezza cretinata: invitare la mia ex-moglie a prendere un gelato, così come farebbe un ragazzino con la compagna di classe. E tu mi hai pure detto di sì, anche se in mezzo ad un sacco di dubbi sul fatto che i bambini si potessero svegliare e non trovarti in casa. Ma la serata era ottimale per un gelato, ci stava tutto, anche il fare ogni tanto qualcosa di diverso dal solito.

Gelato e passeggiata. Altri attimi, questa volta non digitali, per raccontarsi altro, perché ad alcuni dubbi e paure potessero essere associate anche le emozioni di una espressione o del tono di voce. Perché ci potesse stare anche un abbraccio che affermasse più "vicinanza" di una sequenza di lettere. Perché ci fosse una spalla dove lievi lacrime potessero confondersi per un po' con un tessuto diverso dalle trame della rete.

Rimangono ancora cose che una chat non può sostituire, emozioni che non possono essere mostrate solo attraverso faccine più o meno buffe. Ci sono momenti che fa ancora piacere riscoprire, anche se solo da amici, ma per questo non meno importanti.