(tanti auguri Elena)
Osservarti da vicino
sentire la presenza del tuo cuore,
vedere nel sorriso più sincero
uscire tutto il bello che c'è in te.
Guardarti mentre passi qui vicino
col tuo passo che segna il tuo cammino,
incerto in qualche istante della vita
ma pronto a ritrovar la giusta strada.
Un abbraccio, un semplice contatto,
un ricordo da portar nella memoria,
per te, per il tuo essere speciale,
viva in ogni istante del tuo tempo.
mercoledì 7 settembre 2011
mercoledì 13 luglio 2011
Lieve
Lieve come neve che si adagia
attendi il tuo prossimo respiro,
vita che ti scorre dentro.
Leggera come i pensieri della sera
che non vogliono pesare sui ricordi,
echi del giorno ormai andato,
resti sospesa ad aspettare,
ad ascoltare quello che non è stato detto
onda di un silenzio ancora ignoto.
Rara nella semplice bellezza di uno sguardo,
che scende dentro all'anima a cercare
un angolo di cuore senza tempo,
per far del tempo andato quel ricordo
che suona leggero come neve,
lieve nel posarsi sopra al mondo.
attendi il tuo prossimo respiro,
vita che ti scorre dentro.
Leggera come i pensieri della sera
che non vogliono pesare sui ricordi,
echi del giorno ormai andato,
resti sospesa ad aspettare,
ad ascoltare quello che non è stato detto
onda di un silenzio ancora ignoto.
Rara nella semplice bellezza di uno sguardo,
che scende dentro all'anima a cercare
un angolo di cuore senza tempo,
per far del tempo andato quel ricordo
che suona leggero come neve,
lieve nel posarsi sopra al mondo.
giovedì 7 luglio 2011
Talenti
Non dico che la filosofia di "Yes Man" sia quella giusta. Mi sono domandato spesso se sarei in grado di dire sempre di sì in ogni situazione e sono giunto alla conclusione che no, non ci riuscirei. Però mi sono anche accorto di quante occasioni probabilmente ho perso in passato per non aver detto qualche sì in più, sempre frenato da presunte inadeguatezze di carattere e capacità. Frenato da quel sottile timore del "buttarsi" sorvolando momentaneamente i territori della fiducia senza riuscire a vedere o capire bene quanta ce ne fosse. Eppure... eppure... un giorno ho detto un sì, molto alla cieca, con molti dubbi perché era come se stessi vendendo la pelle dell'orso senza averlo ancora preso. Ho preso i miei rischi, un po' ho bluffato, ma è stato uno dei più bei sì che abbia mai detto da diverso tempo a questa parte. Un sì che mi ha introdotto in una nuova realtà lavorativa che con il passare dei mesi si è rivelata molto interessante e piena di soddisfazioni, mie e di chi mi ha dato fiducia.
Ci pensavo proprio in questi giorni, anche perché proprio in questi giorni mi sono state offerte delle prospettive interessanti per il prossimo futuro... tutto legato a quel "sì", due lettere, una parola che può avere conseguenze veramente inaspettate a volte.
E pensare che subito mi ero tirato indietro, mascherato dietro ad un "non credo di essere all'altezza" ma dentro di me dicevo "però mi piacerebbe". Ecco. Non fatelo mai. Se dentro di voi sorge spontaneo quel "mi piacerebbe" lasciate perdere qualunque considerazione successiva: il desiderio e il pensiero di poter fare qualcosa che piace vi farà andare oltre i comprensibili dubbi iniziali. Ho sempre avuto molto rispetto per i talenti che andrebbero sempre coltivati, qualunque essi siano, in qualunque situazione: sono convinto che solo per il fatto di essere "talenti" possano aiutare tantissimo. Fidatevi. Non tanto di quello che sto dicendo ma di voi stessi. Il talento, in quanto tale, aiuta all'inizio, il tempo viene in aiuto dopo. La fiducia è una questione di cuore più che di mente e per fidarci di noi stessi dobbiamo volerci molto bene. Fidatevi dell'entusiasmo, dei "mi piacerebbe tanto" che sentite dentro. Anche io devo imparare a fidarmi di più dei complimenti di chi mi sta vicino, anche se a volte sembrano esagerati oppure rivolti a cose che ritengo "normali": se ci viene fatto un complimento vuol dire che qualcosa ha colpito il nostro interlocutore e come lui probabilmente molti altri potrebbero esserne colpiti. Non si dovrebbero sottovalutare le nostre "normalità", potrebbero essere molto più speciali di quello che pensiamo. Forse dovremmo diffidare di più delle nostre "specialità", o di ciò che crediamo una specialità, soprattutto quando pretendiamo troppo da esse.
E' il continuo gioco degli equilibri... ma ogni tanto serve anche sbilanciarsi un po', per poter trovare poi un nuovo equilibrio. Più stabile del precedente? Può darsi. Diverso? sicuramente sì. Se non si rincorrono i sogni di loro rischiano di rimanerci solo inutili frammenti.
Ci pensavo proprio in questi giorni, anche perché proprio in questi giorni mi sono state offerte delle prospettive interessanti per il prossimo futuro... tutto legato a quel "sì", due lettere, una parola che può avere conseguenze veramente inaspettate a volte.
E pensare che subito mi ero tirato indietro, mascherato dietro ad un "non credo di essere all'altezza" ma dentro di me dicevo "però mi piacerebbe". Ecco. Non fatelo mai. Se dentro di voi sorge spontaneo quel "mi piacerebbe" lasciate perdere qualunque considerazione successiva: il desiderio e il pensiero di poter fare qualcosa che piace vi farà andare oltre i comprensibili dubbi iniziali. Ho sempre avuto molto rispetto per i talenti che andrebbero sempre coltivati, qualunque essi siano, in qualunque situazione: sono convinto che solo per il fatto di essere "talenti" possano aiutare tantissimo. Fidatevi. Non tanto di quello che sto dicendo ma di voi stessi. Il talento, in quanto tale, aiuta all'inizio, il tempo viene in aiuto dopo. La fiducia è una questione di cuore più che di mente e per fidarci di noi stessi dobbiamo volerci molto bene. Fidatevi dell'entusiasmo, dei "mi piacerebbe tanto" che sentite dentro. Anche io devo imparare a fidarmi di più dei complimenti di chi mi sta vicino, anche se a volte sembrano esagerati oppure rivolti a cose che ritengo "normali": se ci viene fatto un complimento vuol dire che qualcosa ha colpito il nostro interlocutore e come lui probabilmente molti altri potrebbero esserne colpiti. Non si dovrebbero sottovalutare le nostre "normalità", potrebbero essere molto più speciali di quello che pensiamo. Forse dovremmo diffidare di più delle nostre "specialità", o di ciò che crediamo una specialità, soprattutto quando pretendiamo troppo da esse.
E' il continuo gioco degli equilibri... ma ogni tanto serve anche sbilanciarsi un po', per poter trovare poi un nuovo equilibrio. Più stabile del precedente? Può darsi. Diverso? sicuramente sì. Se non si rincorrono i sogni di loro rischiano di rimanerci solo inutili frammenti.
Immenso Mare
Senza soffermare troppo i tuoi occhi
osserva il cielo questa notte
osserva nel nero di questo immenso mare
quante piccole luci, quanti piccoli fuochi.
Quante volte hai guardato cercando di capire
cercando un senso in quei mondi in divenire
quante volte avresti voluto toccare
anche uno solo di quei lontani sogni
e portarlo più vicino, vicino per vedere
per scoprire se fosse simile al tuo cuore
goccia di un grande e misterioso mare
per calmare la sete che hai di te.
lunedì 18 aprile 2011
Comunque sei
Sei nell'attimo che scorre tra gli sguardi,
istante unico del tuo essere speciale,
qui e al di sopra di ciò che vedo da vicino,
quel lontano da dove si percepisce il tutto.
Sei il secondo di silenzio tra il pulsare del tuo cuore,
battito di un'anima, vita nelle storie del tuo mondo.
Sei dovunque ti conduca il tuo pensiero,
immagini e ricordi di un tempo mai passato.
Resto qui, un passo indietro ad osservare,
semplice rispetto del tuo essere vitale,
misura di un ritrovarsi a volte,
quando l'esserci mai non passa oltre.
Sei sempre tu anche quando nel silenzio chiedi,
e sempre nel silenzio quel che cerchi ottieni.
Sei nei passi che si sentono di notte tutto intorno,
sei alba, sei stagione, sei tempo di ritrovo.
istante unico del tuo essere speciale,
qui e al di sopra di ciò che vedo da vicino,
quel lontano da dove si percepisce il tutto.
Sei il secondo di silenzio tra il pulsare del tuo cuore,
battito di un'anima, vita nelle storie del tuo mondo.
Sei dovunque ti conduca il tuo pensiero,
immagini e ricordi di un tempo mai passato.
Resto qui, un passo indietro ad osservare,
semplice rispetto del tuo essere vitale,
misura di un ritrovarsi a volte,
quando l'esserci mai non passa oltre.
Sei sempre tu anche quando nel silenzio chiedi,
e sempre nel silenzio quel che cerchi ottieni.
Sei nei passi che si sentono di notte tutto intorno,
sei alba, sei stagione, sei tempo di ritrovo.
domenica 27 marzo 2011
La vita scorre di lato
Ci deve essere una sorta di magia in giro, nascosta, una speciale alchimia, che rende l'incontro tra due persone una cosa unica. Naturalmente tutto è un po' unico nella sua essenza, ma a volte c'è qualcosa di più, che va oltre l'apparenza e la razionalità, che sfugge al nostro desiderio di comprensione, di definizione. Vi siete mai chiesti perché l'uomo ha questa innata tendenza a voler dare un nome a tutto? a voler sempre definire le cose che vede all'interno di schemi? un profondo desiderio di conoscenza? Può essere una spiegazione plausibile, ma dietro a tutto, in fondo in fondo, è la paura dell'ignoto che ci spinge a fare questo. Desiderio di dare forma e nome a tutto.
Ecco che allora quando qualcosa sfugge alle definizioni i risultati sono imprevedibili e dipendono da come le persone si pongono di fronte a questo. In questa situazione "critica" la razionalità parte già sconfitta e di conseguenza risulta sconfitto chi confida solo in essa, perché l'essenza del "dare un nome", del "definire" le cose è figlia del pensiero razionale e cosciente dell'individuo, ma in alcune situazioni non c'è razionalità che tenga. Oltre al capire, al definire, all'incasellare entro limiti precisi c'è invece il "sentire", quella percezione inspiegabile che ci accompagna dall'alba dei tempi, quella che permetteva ai nostri antenati di sopravvivere anche quando nulla poteva far presagire qualche pericolo.
Qui non c'è mente che possa spiegare, ci sono solo cuori che "sentono", che sentono attraverso un processo altrettanto inspiegabile quanto il "sentito". In una parola emozioni, che non andrebbero sottovalutate o sminuite, perché in esse si nasconde quella parte straordinaria, non razionale, che completa ogni essere umano, figlio della ragione e di quella scintilla di un "non so che" che lo rende unico e irripetibile. La conoscenza, intesa come acquisizione di informazioni e nozioni è alla portata di tutti: da questo punto di vista potremmo essere tutti uguali o ugualmente identificabili. Quello che ci rende diversi è come tutto questo viene vissuto e filtrato, come viene trasformato in sentimenti e da qui trasmesso a chi ci sta vicino: qui sta l'unicità, qui nasce la "magia" delle intese, l'alchimia di combinazioni uniche di sentimenti.
Così si può stare affacciati alla finestra e semplicemente osservare l'esterno, oppure accorgersi del rumore dei piatti che vengono lavati in una casa vicina, ragazzini che ridono e giocano, una risata che si alza improvvisa dalla strada, un bimbo che piange. E non intendo il semplice sentire, ma l'accorgersi che qualcosa intorno a noi sta succedendo, l'attenzione a piccole e grandi cose che ci circondano, perché a volte è proprio da queste piccole grandi cose che possiamo perdere o meno la possibilità di fare delle esperienze uniche e irripetibili, dare un compimento, un senso che non sia solo ragionamento a tutto quello che di noi è stato, che abbiamo vissuto e cerchiamo in questa vita che ci scorre di lato.
Ecco che allora quando qualcosa sfugge alle definizioni i risultati sono imprevedibili e dipendono da come le persone si pongono di fronte a questo. In questa situazione "critica" la razionalità parte già sconfitta e di conseguenza risulta sconfitto chi confida solo in essa, perché l'essenza del "dare un nome", del "definire" le cose è figlia del pensiero razionale e cosciente dell'individuo, ma in alcune situazioni non c'è razionalità che tenga. Oltre al capire, al definire, all'incasellare entro limiti precisi c'è invece il "sentire", quella percezione inspiegabile che ci accompagna dall'alba dei tempi, quella che permetteva ai nostri antenati di sopravvivere anche quando nulla poteva far presagire qualche pericolo.
Qui non c'è mente che possa spiegare, ci sono solo cuori che "sentono", che sentono attraverso un processo altrettanto inspiegabile quanto il "sentito". In una parola emozioni, che non andrebbero sottovalutate o sminuite, perché in esse si nasconde quella parte straordinaria, non razionale, che completa ogni essere umano, figlio della ragione e di quella scintilla di un "non so che" che lo rende unico e irripetibile. La conoscenza, intesa come acquisizione di informazioni e nozioni è alla portata di tutti: da questo punto di vista potremmo essere tutti uguali o ugualmente identificabili. Quello che ci rende diversi è come tutto questo viene vissuto e filtrato, come viene trasformato in sentimenti e da qui trasmesso a chi ci sta vicino: qui sta l'unicità, qui nasce la "magia" delle intese, l'alchimia di combinazioni uniche di sentimenti.
Così si può stare affacciati alla finestra e semplicemente osservare l'esterno, oppure accorgersi del rumore dei piatti che vengono lavati in una casa vicina, ragazzini che ridono e giocano, una risata che si alza improvvisa dalla strada, un bimbo che piange. E non intendo il semplice sentire, ma l'accorgersi che qualcosa intorno a noi sta succedendo, l'attenzione a piccole e grandi cose che ci circondano, perché a volte è proprio da queste piccole grandi cose che possiamo perdere o meno la possibilità di fare delle esperienze uniche e irripetibili, dare un compimento, un senso che non sia solo ragionamento a tutto quello che di noi è stato, che abbiamo vissuto e cerchiamo in questa vita che ci scorre di lato.
martedì 15 marzo 2011
Mentre canti la passione
Ti vedo mentre canti la passione
di quello che tu solo puoi sentire,
comprendo anche il tuo lento divenire,
il sentirti ogni giorno un po' più vera.
E quando scende lieve il manto della sera,
sui pensieri che di giorno hanno giocato
a nascondersi come i bimbi nel cortile,
ritrovi uno alla volta tutti i volti,
tutti i cuori di chi sa esserti vicina
in ogni tuo momento, anche se triste,
e ti accompagna col silenzio del pensiero
o con quel poco dire che sempre è il più sincero.
In quel tuo angolo di mondo oltre il cielo
oltre il mio orizzonte illuminato,
ti immagino mentre canti la passione,
di quello che solo con il cuore tu hai sentito.
di quello che tu solo puoi sentire,
comprendo anche il tuo lento divenire,
il sentirti ogni giorno un po' più vera.
E quando scende lieve il manto della sera,
sui pensieri che di giorno hanno giocato
a nascondersi come i bimbi nel cortile,
ritrovi uno alla volta tutti i volti,
tutti i cuori di chi sa esserti vicina
in ogni tuo momento, anche se triste,
e ti accompagna col silenzio del pensiero
o con quel poco dire che sempre è il più sincero.
In quel tuo angolo di mondo oltre il cielo
oltre il mio orizzonte illuminato,
ti immagino mentre canti la passione,
di quello che solo con il cuore tu hai sentito.
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