sabato 17 novembre 2012

Ci siamo...

Le prime copie della nuova edizione del libro...


prime copie del libro


ci è voluto un po' ma la nuova edizione, oltre a raccogliere molto più materiale della prima, rappresenta la stesura del libro esattamente come l'avevo sempre desiderata e che non era stato possibile realizzare la prima volta.

Una scheda più dettagliata dell'opera la potete trovare qui:

http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=870980

sabato 13 ottobre 2012

Il momento giusto

Quand'è il momento giusto per fare qualcosa? Quanto dobbiamo provare e riprovare se questo qualcosa non riesce? Potrei chiudere qui dicendo "non è possibile rispondere", ma non è forse il caso di provare invece a rispondere? E' il momento giusto per farlo? Quién sabe?

La risposta naturalmente ha delle basi molto soggettive, in quanto il "fare" e il "continuare a provare" dipendono assolutamente da quanto si tiene a quel qualcosa oggetto dei nostri sforzi. Capita a volte anche di arrendersi al primo tentativo, altre volte invece la nostra caparbietà (testardaggine, chiamatela come volete) ci spinge a proseguire nel nostro intento. Prima di tutto però bisogna trovare il momento giusto per fare il primo tentativo e già qui non è detto che tutto sia semplice. Questione di coraggio? Di sfrontatezza? Ho provato a chiedermelo più di qualche volta, ma la sola risposta che ho trovato è (ed è quella giusta, perché è la più semplice): "è questione di cuore". Si possono fare tutte le valutazioni "tecniche" che si vogliono quando si deve prendere una decisione, ma alla fine se non "sentiamo" di procedere, molto probabilmente non è quello il momento giusto, perché quando poi si prende quella decisione, per coerenza, si cerca di portarla avanti, con decisione, ma anche e soprattutto con passione, con sentimento.

Poi ci vuole anche pazienza, naturalmente se si decide di continuare a provare. Motivazione che alimenti la pazienza. Sapere che ci si può scontrare con delle sconfitte, momentanee magari, ma importanti. In un film che ho visto di recente c'era un dialogo tra due militari, un superiore e un "promettente" subordinato. Il più anziano lodava la tenacia, la caparbietà del più giovane, il suo essere sempre praticamente perfetto in quello che faceva, ma alla fine ha concluso il discorso sul fatto di poter essere un "leader" dicendo: "non sarai mai un buon leader se non avrai mai perso o sbagliato qualcosa".

La sconfitta (momentanea a volte) deve far parte del provare e soprattutto del riprovare, deve essere punto di partenza non di fine. E se ad un certo punto l'unica cosa che vi sentite di fare è chiudervi in un angolo a piangere fatelo... ma non da soli. Anche se può non essere facile, prendete qualcuno che vi sia molto vicino, abbracciatelo e inzuppategli i vestiti di lacrime. Un giorno ringrazierete voi stessi per averlo fatto, ringrazierete l'amico per esservi stato vicino e l'amico ringrazierà voi. In certi momenti ci si domanderà anche il senso di tutto questo provare, il perché, il "chi sono in questo momento" e a volte riuscire anche a dire solamente, in tutta onestà, "oggi esisto", è un buon punto di partenza.

Quand'è il momento giusto per fare (o continuare a fare) qualcosa? Quando si è consapevolmente pronti, se dovesse servire, ad inzuppare di lacrime i vestiti di qualcuno.

martedì 11 settembre 2012

Stupore

Ti guardo mentre osservi
le scie dei tuoi ricordi
che lasciano ricami su nel cielo.
Sorrido mentre guardo,
sorrido ai tuoi pensieri di bambina
stupore mai perduto lungo il tempo.

Mi accorgo di quanto sei uguale,
di quanto il tuo essere diversa
sia oggi solo a un passo dal tuo ieri.
E il tempo che tu hai lasciato indietro
ritorna ogni giorno un po' più vivo
a prenderti per mano dolcemente.

Sorriso sotto un fuoco d'artificio.

mercoledì 29 agosto 2012

Quale differenza...

Che differenza c'è tra amare e farsi male?
Nessuna a volte.
perché a volte amare fa male,
perché a volte stare male fa amare di più,
chi o cosa lo decide il tempo, lo decide il cuore.
E’ l’equilibrio che protegge il cuore
quello che a volte ci fa distogliere lo sguardo,
quello che poi ci fa pentire di non aver visto,
perché a volte anche il dolore serve
e ogni sofferenza dà spazio ad altro bene,
ogni cicatrice diventa un piccolo traguardo.
A volte il dolore fa paura e ci fa cambiare strada
A volte è la strada che ci fa paura
ed è con dolore che la cambiamo.
A volte una piccola gioia lenisce mille dolori
A volte la paura di mille dolori ci nasconde la gioia
A volte...
Che differenza c'è tra amare e farsi male?
Tanta... poca...
qualunque sia la differenza, dipende solo da noi.

giovedì 19 luglio 2012

Scelte

Facciamo scelte tutti i giorni. Dalla mattina quando ci svegliamo per scegliere magari i vestiti o la colazione, al lavoro, quando facciamo la spesa, quando dobbiamo dire o fare qualcosa. E ognuna di queste scelte definisce il nostro futuro prossimo venturo. Penso che più di qualche volta ci siamo trovati a pensare cosa sarebbe successo se non avessimo fatto o detto qualcosa. Stiamo percorrendo la struttura ad albero del nostro tempo e le scelte ci fanno spostare da una ramificazione all'altra, purtroppo a senso unico: come il tempo "scorriamo" sempre in una direzione. Tante possibilità ma alla fine percorriamo un'unica strada e non sempre il futuro delle nostre scelte è così certo, per questo bisogna diventare bravi a valutare le possibilità e fare le scelte migliori: il passato ci aiuta, l'esperienza ci aiuta, le scelte fatte in precedenza ci guidano a rifare certe azioni o ad evitarle accuratamente, quasi delle seconde possibilità.

A volte le scelte sono obbligate e qui l'esperienza precedente non ci aiuta proprio, al massimo ci prepara. A volte le scelte sono solo rimandate, perché in certi momenti non sono "praticabili", sospese in in una lista di priorità immaginaria in attesa del momento giusto, anche questo da cogliere al volo.

Per Simona è arrivato il momento giusto.
Ha atteso. Ha sofferto. Ha avuto la forza di aspettare, forse un po' di forza l'ha avuta anche da chi le è stato vicino in certi momenti, molto o poco, quello che è servito. Ha maturato e sta maturando delle decisioni che porteranno cambiamenti, per lei e per molte altre persone. Ha trovato una via verso un nuovo equilibrio nel mutare degli eventi. E le sue scelte cambieranno quelle di altri, cause ed effetti che si propagheranno nei tempi di altre persone: "butterfly effect" lo definirebbe chi studia la teoria del caos. Per noi che invece abbiamo più affinità con teorie più quotidiane ricordo un concetto legato al tempo espresso dal giornalista Ryszard Kapuscinski nel suo libro "Ebano" che più o meno diceva così:

"Nella concezione europea, tra l’uomo e il tempo esiste un conflitto insolubile che si conclude inevitabilmente con la sconfitta dell’uomo. Per gli africani autoctoni, invece, Il tempo è addirittura qualcosa che l’uomo può creare: infatti l’esistenza del tempo si manifesta attraverso gli eventi, e che un evento abbia luogo oppure no dipende dall’uomo."


Simona creerà sicuramente cose belle, per sé e per chi incontrerà. Con la sua discreta semplicità e la sua decisa consapevolezza che da qui in avanti la aiuterà ad essere sempre di più sé stessa.



"E' stato il tempo a darmi tutto il tempo
per vedere le cose che nel tempo vanno,
e io di questo tempo ho fatto giusta causa,
donando e ricevendo senza inganno."

mercoledì 27 giugno 2012

Kōzui de kawa (Fiume in piena)

Appari sola
come brezza notturna:
nuova estate.

Rapida ombra
tra il sole calante.
Luna crescente.

Umida pioggia
che bagna i pensieri:
fiume in piena.

mercoledì 20 giugno 2012

Trovarsi

Il 20 giugno è appena iniziato e anche se notte fa comunque caldo. Ogni tanto una leggera brezza un po' più fresca si fa strada attraverso la finestra aperta dove Teo, sdraiato sul davanzale a quattro piani dal suolo, sonnecchia senza farsi troppi problemi.
E' da un po che non scrivo, o meglio, è da un po' che non mi dedico a qualche nuovo "pensiero". Ho scritto delle poesie di recente anche se sono sempre più convinto che siano state loro a farsi scrivere, succede sempre così: inutile mettersi d'impegno per cercare di scrivere qualcosa perché quando qualcosa vuole farsi scrivere trova sempre il modo per fartelo fare. Quindi se questa sera sono qui, con la musica nelle cuffie, quella musica bella energica che uso quando scrivo (mi fanno compagnia gli Staind questa sera), vuol dire che c'è qualcosa che ha bisogno di trovare voce, parole, segni grafici che in qualche modo la esprimano.

Ogni tanto guardo su Facebook la bacheca sonnacchiosa dei Custodi, so che non sono tutti a letto, qualche notturno c'è sempre nei paraggi e anche qualche "diurno" probabilmente, che come me legge, dall'altra parte del mondo dove adesso è ancora giorno. I miei Custodi, non perché siano miei, né perché in qualche modo mi debbano proteggere, non è questo. "Miei" come senso di appartenenza: due anni insieme a questo gruppo di persone, tra alti e bassi, gente che va e gente che arriva, gente che piange, ride, si innamora, si lascia: persone. Amici. Alcuni speciali, più di altri, senza togliere niente a nessuno. Lontani a volte ma comunque vicini, vicinissimi quando serve.

Questa sera sembra che ci sia caldo ovunque, c'è un velo di ozio, come nei pomeriggi d'estate, estate che inizia ufficialmente domani, ma in quanto a temperatura si è già fatta sentire. E intanto aspetto notizie. Guardo l'icona di skype, aspetto di vederla illuminarsi, di sentire il "blip" in cuffia che avverte dell'arrivo di un messaggio: chat sempre aperta, non si sa mai. In questi giorni c'è una persona molto impegnata a fare ordine con se stessa e con le persone che la circondano, quell'ordine che a volte potrebbe anche costare in termini di amarezza, tristezza, ma inevitabilmente necessario. E da buon amico aspetto, perché sa che se dovesse servire ci sono, per qualunque cosa: questo è il patto silenzioso che non abbiamo mai dovuto stringere, semplicemente esiste perché la nostra amicizia è anche questo. E' il raccontarsi quando serve e lo stare in silenzio perché a volte serve anche questo. Eppure sia nelle nostre parole che nei nostri silenzi si compie quella magia unica e irripetibile dello scambio reciproco. Come uno spartito musicale fatto di note e pause, suonato dagli strumenti giusti, che a volte hanno bisogno di essere leggermente accordati, ma pronti a tornare subito sulla musica. Alchimia strana l'amicizia, magari la cerchi per tanto tempo e poi arriva quando meno te l'aspetti, da persone che non immagineresti mai e che si fondono istantaneamente con i tuoi pensieri mettendosi in sincronia quasi perfetta, con un costante aggiustamento reciproco che fa fluire la conoscenza in modo uniforme sempre nella stessa direzione.
Ho trovato una persona per la quale vale veramente la pena.